domenica, 27 settembre 2009

                                  Trasparenza

Fosca realtà di quotidiano inganno,
trafitti da perpetue bugie, viviamo.
Immersi in bagni,

di perbenismo ipocrita,
la sua finta consistenza,
ignoriamo incoscienti.


La purezza che noi cerchiamo
velata da egoismo,
graffiata d’ignoranza,
e coscienza ottenebrata.


Carezza di pensieri allegri,
onestà di fanciullezza,
animo di spensieratezza.

Del tempo sei prigioniero,
di finta trasparenza,
gabbia del tuo ignaro sapere.

 

E' tempo di

...

E' tempo ...

d'amarti, sfiorarti col pensiero,

accarezzarti mentre dormi,

con la leggerezza del mio amore,

per non svegliarti.

E' tempo di....

sapere se il mio amore,

potrà saziarti per una vita intera,

la nostra.

E' tempo di....

progettare, costruire, pensare

come farti sposa serena e felice,

invecchiare insieme,

di morire insieme.

E' tempo di

vivere la nostra vita,

ricordare i nostri momenti,

è tempo di tenerci stretti

mano nella mano,

pssedendoci l'un l'altro

in un solo istante.

L'Angelo.

L'alba è la luce di un angelo,
i suoi caldi e candidi raggi,
sono le sue ali,
il primo tenue roseo colore,
è il suo sguardo,
il nuovo giorno è il suo splendore,
e su di noi,
fino a sera,
veglia.

Una vita sui banchi.

Dall’asilo alle elementari,
come tutti,
hai iniziato da piccina.
Dalla prima alla quinta,
brillantemente
promossa con grinta,

Dalle medie al superiore,
distintamente hai valicato
con poca fatica e niente sudore.

Al liceo, hai subito mostrato
da professoressa, le tue doti,
maturandoti a pieni voti.

Dal primo all’ultimo esame,
il libretto di 30 e di lodi
ne fu subito pieno pieno.
Come iniziasti le elementari,
con grinta e determinazione,
ti sei presa finalmente
la tua soddisfazione,
di laurearti con 110 e la lode,
e meritarti:
infinite congratulazioni.
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sabato, 20 settembre 2008

c                                                                                          Enigma Mortale

 

Cina meridionale

Provincia di Guangdong

Centro Sperimentale di Biogenetica

Ottobre 2002 

 

E’ notte fonda, tuttavia nel laboratorio sperimentale, le luci sono, in gran parte, accese, da illuminare a giorno la stanza. Il prof. Flavio Turbani è prossimo ad una scoperta eccezionale ed è emozionato come un bambino. In mattinata, fu chiamato urgentemente per effettuare una visita ad un americano, aventi grosse difficoltà respiratorie. Comprese subito, di trovarsi dinanzi ad un nuovo caso, di polmonite atipica. Seppur quella visita non rientrava nei suoi programmi, lui non diceva mai “no”a nessuno. Prelevò un campione di sangue e ritornò al Centro. Gli studi, ultimamente da lui condotti, sul genoma umano, sono giunti ad una soluzione insperata. Già premio nobel della medicina e Presidente della famosa Associazione Internazionale medici senza frontiere. Persona di grande rilievo ed umanità e i suoi unici grandi amori sono la famiglia e la sua vocazione laica della professione medica, intesa come dedizione assoluta nel curare e salvare le persone, soprattutto le più povere ed emarginate. Questo é il suo desiderio, realizzato facendo della sua vita una missione dedicata al prossimo. Conobbe la sua Liliana poco prima di laurearsi, durante una visita in un centro assistenza per i diversamente abili. Rimase colpito, per la sua dolcezza e sentita devozione, nel prestare le cure a quelle persone, per nulla fortunate. Una sensibilità e profonda dedizione della loro professione che li accomunò oltre ogni cosa. Sposatisi giovanissimi, ebbero tre figli, ai quali volle trasmettere i grandi valori del mondo. Spesso la sua famiglia lo seguì in ogni parte remota, ove era chiamato a svolgere la sua missione. Dovevano confrontarsi con realtà ben più dure ed amare, come quella della povertà o miseria. Una tradizione familiare a cui teneva molto, era il dialogo durante i pasti, mettendoli al corrente delle sue scoperte o risultati. Per un impegno sociale, sua moglie Liliana, restò bloccata in Sud Africa con i tre figli. L’avrebbero raggiunto al più presto. Amava circondarsi della presenza dei figli e della moglie, di cui ne è sempre rimasto profondamente innamorato.

Alcune ore prima, vennero consegnate al laboratorio delle nuove gabbie di cavie, che furono sistemate accanto a quelle già esistenti.

Nell’accingersi a prelevare il campione di un comune virus influenzale da lui isolato precedentemente, urtò inavvertitamente il gomito ad un tavolo vicino. La siringa contenente una delle cellule del virus, gli sfuggì di mano. Essa andò a cadere, per disgrazia, dentro una delle gabbie, poste in un tavolino più basso, ferendo una bestiola. Quando aprì la gabbia, nel tentativo di recuperare la siringa, essa lo morsicò, essendo già spaventata dell’incidente avvenutogli. Non si preoccupò più di tanto. Oramai si riteneva vaccinato, chissà da quante misteriose forme virali e continuò a proseguire. Certamente testardo, nel non ammettere, che anch’egli è un essere umano e quindi, sottoposto ai rischi del suo lavoro, da incorrere in malattie sconosciute e probabilmente letali, anche per lui.

Pose sul tavolo la gabbia, per utilizzare la stessa bestiola che lo morsicò, minuti prima. Prese, sia la provetta del sangue prelevato in mattinata, che della cavia. Da entrambi isolò le cellule dei linfociti B. Dopodichè, al microscopio eseguì l’innesto delle cellule del virus, riuscendo a farle unire, una ad una. In un primo momento, con le cellule linfatiche della povera bestiola e in un secondo tempo, con i linfociti B del campione del sangue infetto. Non s’accorse, d’aver preso però, la cavia sbagliata. Completata questa prima fase, riversò quel campione di sangue, nuovamente nelle vene della cavia. E attese che non si manifestasse un rigetto, a causa della morfologia delle cellule, provenienti da due tipologie di sangue diverso. Trascorsa un’ora, ne prelevò un campione di sangue infettato e lo riversò in una provetta, in attesa di controllarne il buon esito dell’esperimento dopo l’innesto, riscontrandone i tempi di reazione. La chiuse con cura nel frigorifero ed uscì dal laboratorio. La gabbia, da cui il professore prelevò la bestiola, portava una indicazione in basso: attenzione <<“cavia esposta ad esperimento di LDH. Infettata con pneumococchi”>>. Il professore era un soggetto abitudinario e meticoloso, molto preciso nel suo lavoro. Forse qualcuno, volontariamente, gli fece trovare quella gabbia nel posto sbagliato; questi sapeva il modo di lavorare del professore. L’unica gabbia di cavia infettata, si trovò, erroneamente tra quelle in arrivo. Essendo un tipo preciso, aveva organizzato tutto, nei minimi particolari. Tutte le gabbie di cavie in attesa d’esito, isolate da una parte. Altre con malattie conclamate isolate dall’altra. Tutte selezionate con cura, gabbia per gabbia, per ogni minima variante d’esperimento.

Conosceva tutti i suoi collaboratori, anche se molti erano tirocinanti stranieri. Si fidava ciecamente di loro, ed erano tutti, al corrente della sua scrupolosa devozione per il lavoro. Sapevano anche, che se avessero sbagliato una minima cosa, potevano dire addio alla borsa di studio, e la possibilità di continuare la loro esperienza nel laboratorio. In Cina è un disonore, tra i ragazzi essere esclusi per un errore anche di distrazione, da qualunque borsa di studio.

E’ ancora buio pesto, e le uniche persone già al lavoro per la strada, sono alcuni addetti pubblici per la pulizia, accompagnati dal rumore assordante dei loro camion. Nel grande complesso del laboratorio, una imperturbabile figura si muove tra le mura, facendosi luce con una torcia. Sicuramente sa muoversi bene, in quel labirinto di porte e corridoi, per destreggiarsi e raggiungere in breve tempo ciò che cercava. La vigilanza all’ingresso osserva i monitor, tramite i quali, crede di tenere tutto sottocontrollo. Entra fugacemente nel laboratorio riservato del professore Turbani. Apre con indicazione precisa, il frigorifero dove il professore ripose qualche ora prima, la provetta sperimentale del sangue infetto della cavia e si dilegua velocemente, evitando con scaltrezza, il giro di ronda del servizio di vigilanza.

Distrattamente col piede, urta una gabbia in modo così violento, da far aprire lo sportellino per il contraccolpo.

Dal rapporto notturno della sicurezza, non è stato segnalata nessuna entrata o uscita, fuorché quella del professore a tarda nottata.

Un sole velato da il buongiorno ad un folto gruppo di studenti e personale, mentre varca l’ingresso del modernissimo centro sperimentale, per intraprendere la quotidianità della giornata.

Nel contempo che gli studenti raggiungono l’aula magna in attesa del loro professore, il personale specializzato, li precede nei vari laboratori, per organizzare il lavoro di ricerca e dare da mangiare alle cavie.

Un urlo terrificante si ripercuote per tutti i corridoi e scale. Colui che l’ho emise, corre impallidito ad avvisare il professore Turbani, dell’accaduto. Immediatamente avvisa pure la sicurezza di far evacuare l’edificio.

-------- prossimamente sempre in vendito on line sul sito www.tataamica.org

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venerdì, 19 settembre 2008

  Indietro nel Futuro Atti dAmore e Surreali Percezioni"

Firenze…     

1 Capitolo

                                             

All’uscita della chiesa, sulla scalinata, parenti ed amici sono rimasti a salutare le tre coppie sposatesi insieme: Wolf e Luigia, Domi con Suemi e Paola ed Erik. Wolf e Luigia sono già genitori di due bellissimi gemelli, un maschio e una femmina. Si conobbero casualmente tramite una chat, ed il fato forzò il loro destino, costringendoli a vivere insieme da subito. Wolf è un personaggio di tutto rispetto e singolare: un agente segreto di origini aliene. Sotto copertura assunse il ruolo di un magistrato fiorentino, abile ed intuitivo, genio del computer. Egli intercettò dei messaggi terroristici in internet, che minacciavano di morte un noto diplomatico italo-americano, il comandante Loris Mac Hintosh. Luigia, figlia di questi, si ritrovò coinvolta nel piano di protezione organizzato personalmente da Wolf. Vivono a Firenze da molti anni, dove Luigia si è laureata e lavora. Domi è il fratello di Luigia, pilota topgun della Marina degli States. Suemi è una stupenda ragazza asiatica, esperta insegnante di arti marziali presso la base segreta, in Egitto, della enigmatica organizzazione A.M.I.C.A.. Paola è una compagna d’infanzia di Luigia e vive a Catania, dove lavora in un istituto di credito locale. Conobbe il suo Erik in una conferenza scientifica mondiale, tenuta a Catania dallo stesso Wolf, in cui egli fece le prime rivelazioni riguardanti le sue reali origini. Erik è l’assistente di uno scienziato astronomo greco, intervenuto per l’occasione.

A bordo di una limousine, eccentricamente personalizzata, dall’aspetto più di un’astronave che di un’automobile, hanno già percorso migliaia di chilometri e sono ormai molto distanti dalla Terra. Sulla scalinata della chiesa, intanto, il comandante Loris abbraccia, emozionato, la moglie in lacrime, cercando di confortarla.

“Dai, Lucy, non fare così, torneranno presto. Mi fido di Wolf, è un tipo in gamba e lo ha dimostrato più volte.”

“Sì! Hai ragione, ma sono pur sempre lontani e noi siamo rimasti soli. Sono partiti tutti. Domi con Suemi e anche i bambini sono con loro. Quando ritorneranno saranno già cresciuti e noi ci perderemo i momenti più belli della loro infanzia.”

“Ma devono fare la loro vita ed è giusto che seguano i loro genitori, ovunque vadano. I tempi cambiano e con essi anche l’essenza della vita stessa e le tradizioni. Noi nonni non copriamo spesso un ruolo primario! Doloroso, ma dobbiamo accettarlo.”

“Tu, forse, io non credo ci riuscirò!” - risponde Lucy, con un tono sconsolato, asciugandosi le lacrime sporche di trucco.

“Comunque con la nuova tecnologia saremo sempre in contatto con i ragazzi e li vedremo crescere come se li avessimo qui con noi” - la rassicura Loris.

“Ma Loris! Non sarà mai come tenerli in braccio, coccolarli e viziarli giocando con loro o raccontargli delle fiabe, accarezzarli mentre dormono o vederli ridere e giocare felici.”

“Beh! Ora andiamo, è inutile stare qui. Il nostro aereo per San Francisco parte tra 2 ore e dobbiamo passare dall’albergo a prendere le valigie! Ho una sorpresa per te, cara, quando saremo già a casa.”

“Ah sì? E di cosa si tratta? Peccato, sarei rimasta ancora! E’ cosi affascinante qui, il blu intenso di questo mare, il sole siciliano che ti riempie di una energia particolare, l’ospitalità dei catanesi e il loro umor colorito. Ora comprendo l’attaccamento di Paola verso la sua città e Sicilia!”

“Eh no! Ho detto che è una sorpresa! Dai, vieni, è arrivato il taxi. Saliamo!”

-----Romanzo in vendita on line sul sito www.tataamica.org

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venerdì, 19 settembre 2008

Capitolo 1

 

È un bel pomeriggio primaverile, Paola e Luigina passeggiano lungo Via Etnea, il più antico “salotto” di Catania, chiacchierando di certi ragazzi conosciuti tramite chat. Paola propone all'amica di fermarsi a prendere un gelato e trattenersi fino all'imbrunire, dato che hanno appena finito lo shopping ed è ancora presto per tornare a casa. Avviandosi verso il bar più rinomato della città, lo sguardo di Paola si sofferma su una scritta: "café chat". Incuriosite, entrano entrambe e con una certa meraviglia si siedono ad un tavolo per ordinare qualcosa. Ma prima che il cameriere s’allontani, Paola lo interroga sul motivo per cui i tavoli sono forniti di computer.

- “Ogni computer è collegato ad Internet – risponde il cameriere - ed ogni cliente può navigare, curiosando fra i vari siti, pagando un disturbo di 2.5 euro l’ora. Se lei ha già una password, può entrare e chattare con chi vuole, ma faccia attenzione a chi dà confidenza, la direzione del bar non si ritiene responsabile delle conseguenze!” -

- “Grazie! – fa Paola, rivolgendosi al cameriere – è stato molto gentile ed esauriente, desideravo solo sapere le vostre regole; intendevo provare per breve tempo, solo per curiosare! La mia amica non è molto pratica di chat ed era curiosa di sapere come funzionasse questo tipo di locali.” -

Allontanatosi il cameriere, Paola dice a Luigia:

- “Ora t'insegno come fare per conoscere nuovi ragazzi ma, come consigliava correttamente il cameriere, bisogna stare attenti a chi si dà confidenza e mai rivelare le proprie generalità! L’indirizzo del portale più conosciuto per chattare è: “www.yahoo.it”. Bene, ora basta cliccare su “chat”. Ora inventati un nickname, cioè un soprannome con cui ci si identifica in chat; il mio è “Riccia”, per via dei miei capelli! Per avere assegnato un nick, occorre registrarsi, senza dare vere generalità, ma nomi e indirizzi falsi, così nessuno potrà

mai sapere chi sei realmente né rintracciarti, e ricordati di non dare mai, dico mai, numeri di telefono, neanche di cellulari . Ok – conclude Paola - da oggi, per gli amici della chat, ti chiamerai “Kappa”. Per il momento, usiamo il tuo nick, tanto per comprendere come funziona; così, quando tornerai a casa, potrai entrare in chat tramite il tuo computer, e dialogare a distanza senza scrivere lettere o fare telefonate o inviare sms. Così potremo più agevolmente scambiarci opinioni di studio e di ......ragazzi! Ora siamo in linea con tutti, cerca pure chi vuoi!” -

Intanto che Luigia cerca qualcuno simpatico con cui chattare, inaspettatamente si apre una finestra contenente un messaggio:

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mercoledì, 17 settembre 2008

Ogni poesia – come la bambina d’amore Illegittima.

Povera e miserabile;

Primogenita.

Buttata sui  binari

sotto il vento caldo

inarrestabile. 

 

Ogni poesia nel cuore –

Veleno e  altare,

il paradiso e la vergogna.

 

Chi è il padre?

Può essere – un re,

un sconosciuto, o un reo alla gogna?

 

 

Natasha Bondarenko     27.05.2008

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categoria:poesia
giovedì, 11 settembre 2008

Arriva il giorno della saggezza.

Sarò solamente un ricordo.

 

Di là, nel profondo  della tua memoria,

avara,

snobbata,

- un semplice sfondo.

 

Con quella risata secolare mia

farò rabbrividire i  tuoi sensi,

sarò e non ci sarò.

 

Nel mezzo dei miei ricordi -

per aria i fogli bianchi,

umidi,

senza senso, stanchi -

aspetterò

inutilmente

perché è  te che nel passato

amerò.

 

 

Natasha Bondarenko,  28.05.2008

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categoria:poesia, amore, solitudine
domenica, 07 settembre 2008

Da sola

in città

sotto la pioggia

guardavo verso il cielo

non pregavo,

non oggi.

 

Con le spalle verso il muro,

un vuoto assordante,

il dubbio muto,

si mescolava   con l’odore tuo,

le lacrime, 

e quella tanta acqua!

Che non riuscivo più a non vedere…

 

Come piangeva Angelo custode,

non più amico mio,

si vergognava

arrossendo pure

nell’intimo profondo del suo animo,

allontanandosi da me per sempre,

per non sapere.

 

Natasha Bondarenko   25.05.2008

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categoria:poesia, amore, solitudine, abbandono
venerdì, 05 settembre 2008
Whiskie e' un meraviglioso labrador (con pedigree) di 4 anni e mezzo;
> > E' stato recuperato e sottratto al proprietario che lo aveva condotto dal
> > veterinario per farlo sopprimere
> > Il piccolo ha una malattia congenita irreversibile alla retina; non e'
> > possibile intervenire chirurgicamente
> > A parte cio', ha un carattere giocoso e socievole; convive perfettamente
> > con
> > cani e gatti
> >
> > Vi prego di diffondere questo appello affinche' Whiskie possa trovare le
> > cure e l'affetto che merita
> >
> > Laura Pontini 349 2886751
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categoria:cani, salvare, abbandono
martedì, 02 settembre 2008

Oggi,
non  giudicare
il mio modo anemico
di concepirti.

Ieri,
nell' offrirmi,
ho calcolato male l'idea
di tradirti.

Sempre ieri,
il guardiano della mia coscienza
intimidito
si è voltato

per non rimanere
disoccupato.

 

Natasha Bondarenko   29.07.2008

postato da: istrionica alle ore 19:07 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesia, amore
domenica, 31 agosto 2008
Ciao a tutti oggi vi posto alcuni scatti che feci anni addietro miscelati con alcuni contemporanei. Spero che vi piacciano. Non amo mettere titolo per ogni foto. Molte le devo ridimensionare per postarle. Quindi non saranno molte.DSC05953
postato da: wolf23 alle ore 12:12 | Permalink | commenti (2)
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